Lush, come stuzzicare la fantasia con un sapone

Quando sono entrato per la prima volta in un negozio Lush ero a Londra, più di dieci anni fa, e l’effetto è stato quello di rimanere a bocca aperta di fronte a tanti colori e soprattutto estasiato dai mille ed intensi profumi che già qualche metro prima di entrare avevano saldamente catturo i miei sensi. Lush è un marchio nato quindici anni fa su iniziativa di cinque amici artigiani, convinti vegetariani, molto bravi nel preparare cosmetici naturali e originali, possibilmente privi di conservanti o packaging, realizzati interamente a mano con, udite udite, ingredienti freschi presi al mercato dietro l’angolo.

A 15 anni di distanza, questo marchio è presente con una propria rete in franchising in ben 37 paesi. Col senno di poi ho compreso come questa azienda sia stata capace di mettere in atto scelte a dir poco visionarie, che solo ora ritroviamo tra le strategie di marketing più in voga. Oggi si fa un gran parlare di marketing esperenziale o emozionale, ovvero di tutta una serie di attività che un marchio dovrebbe mettere in atto perchè riesca a coinvolgere, più che rincorrere, il cliente e far si che questo possa vivere un’esperienza memorabile ogni qualvolta entra in contatto con i suoi prodotti. Basti pensare ai cosidetti “concept store” o “temporary store” a cui molti brand ultra noti sono ricorsi negli ultimi tempi per rinfrescare un po’ la propria immagine agli occhi dei consumatori.

Lush con i suoi originalissimi punti vendita, che sono concettualmente più vicini ad una pasticceria o ad un negozio di frutta fresca, ha totalmente reinventato la classica profumeria, ricorrendo ad un sistema di valori più assimilabile a quello del settore alimentare che non a quello della cosmesi. Per non parlare del tanto attuale Green marketing, a cui probabilmente gli ideatori di Lush non avevano mai posto importanza, poichè già profondamente convinti che un prodotto di buona qualità se è anche in grado di difendere l’ambiente di sicuro troverà l’apprezzamento dei sempre più numerosi consumatori sensibili a questo tema. Tant’è che i prodotti Lush vengono realizzati, come già detto, usando prodotti naturali, riducendo al minimo il ricorso al packaging e, laddove fosse necessario, l’azienda ricorre prevalentemente a prodotti riciclati e riciclabili.

Quello che posso dire, è che aldilà delle strategie di marketing oggi note, il successo di un’azienda come Lush, sta nell’aver applicato un sistema di valori molto forti da cui poi ha fatto discendere tutta una serie di scelte e di comportamenti che le hanno garantito nel tempo un vantaggio competitivo difficilmente aggredibile.

Gli ingredienti “segreti” sono di sicuro la passione per il proprio lavoro e per i propri prodotti, l’assoluta convinzione che un prodotto debba far star bene chi lo usa oltre che a rendere il servizio per cui viene normalmente acquistato. Lush, in tempi non sospetti, ha compreso che forse non bastava fare dei buoni saponi, ma era necessario realizzare prodotti che conquistando l’olfatto, il tatto e la vista, prefigurassero già all’atto dell’acquisto, nella mente mente dell’acquirente, profumate e piacevoli sensazioni di benessere. Se a questo aggiungiamo una chiara e coerente componente “ambientalista” e “salutista”, che Lush ribadisce sin nel punto vendita, è chiaro che non stiamo parlando più di semplici saponi o cosmetici ma di prodotti con una importante componente emozionale e valoriale. Tradotto in parole povere, prodotti di successo.

Se già vi è venuta voglia di cambiare il vostro bagnoschiuma questo è il link da visitare: www.lush.it

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dimitri grassi - ha scritto altri 73 post.

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