
Lo scorso sette gennaio la Commissione Europea, sotto la presidenza Ceca, ha dato inizio all’anno Europeo dell’Innovazione e della Creatività, con lo slogan: “Imagine. Create. Innovate“.
L’obiettivo di questa iniziativa è quella di divulgare l’importanza della creatività e dell’innovazione quali elementi chiave per lo sviluppo personale, sociale ed economico. Tali aspetti hanno acquisito un’importanza cruciale soprattutto in un periodo particolare come quello che i paesi Europei stanno vivendo a causa della crisi globale dell’economia. Il messaggio che l’Europa intende lanciare è quello di non reagire alla crisi disinvestendo nella formazione e nell’innovazione, che di fatto potrebbero giocare un ruolo fondamentale nel superamento di questa fase congiunturale così critica.
L’Europa sa bene che il futuro vedrà impegnate le economie moderne nel giocare la propria partita in un contesto di competizione globale, per cui lo sviluppo del potenziale creativo e della capacità d’innovazione rappresenta il primo importante obiettivo da raggiungere.
L’EU ha intenzione di predisporre un sistema che incentivi la promozione ed il dibattivo su quali debbano essere gli strumenti di cui ogni paese si dovrà dotare per incrementare il rispettivo potenziale creativo ed innovativo.Si prevedono una serie di misure a favore di questi obiettivi che prevedono campagne promozionali, eventi ed altre iniziative sia a livello nazionale che regionale e locale.
Dal nostro punto di vista, non possiamo che essere contenti di questa iniziativa, poichè siamo consapevoli di quanto sia importante l’esplorazione di strate nuove per l’individuazione di strategie vincenti, qualunque sia l’ambito economico d’appartenenza. Come abbiamo già avuto modo di parlare nei post relativi al marketing in tempo di crisi, la lezione che ne è venuta fuori conferma quanto appena detto. In periodi difficili come questi, vince chi mette in campo nuove forze, chi incrementa e diversifica gli sforzi in termini marketing e comunicazione al fine di comprendere ed intercettare le mutate esigenze del consumatore.
Ciò non può che portare ad una rivalutazione delle risorse umane, alla loro formazione ed al loro ruolo vitale nello sviluppo delle aziende, tutti fattori su cui il nostro tessuto produttivo ha da tempo smesso d’investire.
Questo articolo è stato letto 2011 volte















Leave a Reply