Online marketing trends, previsioni per il 2009 secondo Trend Spotting

Mon, Jan 5, 2009

online marketing

Dopo la lunga pausa per le festività natalizie riprendiamo la nostra attività proponendovi un estratto di un interessante articolo pubblicato sul sito trendsspotting.com, che raccogliendo il punto di vista di noti esponenti del marketing online, traccia quelli che potrebbero essere gli scenari relativi al mercato dell’advertising online nel 2009.

Secondo e-marketers per quel che riguarda il mercato americano, nel 2009 si registrerà una crescita del 45% nei video ads (pubblicità tramite video sul web), mentre il search mktg crescerà del 14,9%. La pubblicità sul web in generale crescerà solo dell’8,9%, il dato più basso degli ultimi anni, anche se paragonato agli altri media si conferma il trend di crescita più alto. Le vendite online legate all’e-commerce cresceranno solo del 4%, a conferma di un periodo di declino.

Per Jeremy Liew di Lightspeed, nel 2009 i consumatori andranno alla ricerca di soluzioni economiche e gratuite per il proprio intrattenimento, sfruttando al massimo le oppurtunità offerte dai social media. Spenderanno i loro soldi per acquistare beni virtuali, come extra crediti per i giochi online, o per personalizzare i propri personaggi sul web. I grandi inserzionisti preferiranno concentrare le proprie campagne sui grandi portali come Yahoo!, Aol, Digg e Facebook per i quali si registrerà un incremento dei ricavi. I prezzi dell’adv online continuerenno a calare e per i siti americani sarà sempre più complicato monetizzare il traffico proveniente dall’estero.

John Fire del Busines Week ironicamente ammette che anche l’adv online è soggetto alla gravità e pertanto nel 2009 si assisterà ad una performance ben al di sotto delle aspettative. Tutti coloro che scommettevano su di una esplosione della pubblicità sui social network verranno inesorabilmente delusi.

Molto cinicamente, Nick Denton di Gawker Media, afferma che chi nel 2009 non vede maggior miseria è un illuso destinato a rimanere deluso, e chi non è pronto ad una caduta del 40% negli investimenti pubblicitari è un pazzo.

Richard Mcmanus di readwriteweb.com è del parere che i media online sperimenteranno nuovi e differenti modalità di pubblicità online; ci si orienterà verso nuove modalità di misurazione della stessa, andando al di là del CPM. E’ giunto il tempo per l’applicazione di nuove metriche, che siano in grando di misurare in maniera efficace il successo di un media, che vada ben oltre le mere pageviews.

Henry Blodget di Alleyinsider.com dice che bisogna svegliarsi e guardare in faccia alla realtà. Anche secondo lui nel 2009 l’adv online subirà un arresto, probabilmente avverrà in maniera brusca e durerà per tutto il 2010. Centinaia di startups che fanno affidamento sulla pubblicità online come modello di business subiranno un arresto. Gli stessi big players del web, AOL, Yahoo, CNET subiranno dei forti contraccolpi. La sua previsione è di un – 10% per il 2009.

Al contrario Ashkan Karbasfrooshan CEO di Mojo Supreme, afferma che le aziende elencate da Fortune 500 continueranno a spostare gli investimenti pubblicitari dai media tradizionali, tipicamente difficili da tracciare, verso l’online, che diversamente da questi ultimi, meglio si prestano a differenti forme di misurazione e tracciamento. Display banners, rich media e video advertising saranno gli strumenti più importanti per lo sviluppo della brand equity.

Groupm conferma un trend di crescita per l’adv online ridimensionato rispetto alle stime fatte nel 2008. Per il 2009 ci si aspetta un verosimile +5% contro il 16 ipotizzato in precedenza. Al di fuori degli stati uniti, ed in particolare in UK si parla di un +4% contro il +22% del 2008. A livello mondiale la crescita dell’adv sul web passa da un + 22% ad un +10%, rappresentando il 13% degli investimenti pubblicitari su media suscettibili di misurazione.

L’articolo si conclude con Imran Kahn della JPMorgan secondo cui gli investimenti pubblicitari sul web registreranno un + 25%. Assisteremo ad un deterioramento del display adv, i CPM continueranno a rimanere depressi ed i tassi di conversione in termini di vendita peggioreranno. L’adv basato sulle performance terrà meglio dei tradizionali banner. Gli inserzionisti che puntano sulla long tail continueranno ad allocare budget sul search marketing. Lo spending in marketing online subirà una contrazione soprattutto nel settore travel, telecomunicazioni, auto e distribuzione.

Personalmente non sappiamo come andranno a finire le cose, ci limitamo a prendere atto di quanto appena affermato dai cosiddetti ” top influencers”. Ciò di cui siamo convinti è che la crisi che ci apprestiamo ad affrontare potrà essere per molti operatori del settore una importante opportunità, poichè in situazioni difficili le aziende dovranno sempre di più puntare su strumenti di comunicazione di cui sia possibile misurare i risultati. Se è vero che la mera visualizzazione di uno spot non sarà più sufficiente a decretare il successo dell’operazione è altrettanto vero che si dovrà puntare sempre di più sulla costruzione delle relazioni, sul coinvolgimento diretto del consumatore e sull’intrattenimento del target.

Solo in questo modo i marchi riusciranno a far breccia nel cuore e nella mente di persone che vivranno i prossimi mesi con qualche preoccupazione in più. Pertanto tutti gli operatori in grando di sviluppare soluzioni che si muovo lungo queste direttrici avranno buone opportunità di mercato anche periodi difficili come questi. La crisi secondo noi sarà un’occasione per mettere in luce le realtà più meritevoli, quelle in grado di diversificare, innovare e seguire l’evoluzione del mezzo internet. Per cui se vi sentite chiamati in causa questo è il vostro momento, affilate le armi e cercate di giocare al meglio la vostra partita.

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dimitri grassi - ha scritto altri 73 post.

Mi piace parlare di pubblicità, comunicazione ed editoria online. Nel tempo libero aiuto le imprese a presentarsi bene sul mercato.

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5 Comments For This Post

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