Remote marketing, quando la localizzazione del consulente non ha più importanza

Thu, Dec 11, 2008

remote working

Ripubblichiamo con piacere questo post non tanto per farvelo rileggere ma per invitarvi a visionare i commenti che ci sono recentemente pervenuti da parte della Dott.ssa Bonucchi dello Studio Bonucchi & Associati e di Andrea Gandiglio dello Studio Greengrass. Ringraziamo quanti vorranno condividere con noi la propria esperienza sul tema del Remote Working.

illustrazione.jpg

Quanto conta la localizzazione geografica di una società di consulenza che opera nel mondo del marketing e della comunicazione ai fini di un suo successo commerciale?

E’ ipotizzabile una sua delocalizzazione al di fuori dei grandi centri metropolitani o dei grandi centri d’affari?

Può internet e le sue innumerevoli applicazioni sopperire alla mancanza di una presenza fisica presso i potenziali ed attuali clienti, mantenendo inalterata la qualità del rapporto e del servizio erogato?

Bene d’ora in poi il tema della remotizzazione di alcune attività professionali, in particolare di quelle professioni legate al mondo della consulenza d’impresa e del marcommunication sarà l’argomento che cercheremo di approfondire nei prossimi articoli cercando di coinvolgere direttamente chi opera in questi settori e soprattutto chi è riuscito a mettere in pratica questo nuovo modello lavorativo ed organizzativo grazie alle opportunità offerte dalla rete.

Questo del “remote working” è un’argomento che potrebbe interessare chi come noi ha deciso di vivere in piccoli comuni significativamente distanti da importanti centri urbani ed industriali. Lontani cioè dalle grandi piazze economiche e finanziare, ovvero i luoghi in cui si gioca la grande partita delle attività consulenziali di medio-alto profilo.

Il quesito ed anche la sfida è quella di capire fino a che punto è ipotizzabile lo sviluppo di un nuovo modello organizzativo ed economico che consenta la nascita e lo svolgimento di professioni intellettuali in centri urbani distanti centinia di chilometri da piazze come Milano, Roma, Torino e perché no anche dalle grandi città europee, sedi delle grandi aziende ed organizzazioni a cui tali attività sono normalmente destinate.

La risposta positiva o negativa che potrebbe venirne fuori attiene ad un fenomeno di non poco conto per quel che riguarda il processo di deurbanizzazione delle poche grandi città italiane che ormai vivono ed accusano gli effetti di una congestione demografica e la sopravvivenza, dall’altro lato, di piccoli centri urbani che da decenni vivono il fenomeno dello spopolamente per effetto dei processi emigratori, ma che di fatto rappresentano la vera struttura urbanistica italiana. La vera rivoluzione che internet ha innescato attiene proprio alla creazione di nuove opportunità in territori tradizionalmente “sterili”.

Peranto invitiamo chiunque abbia a cuore questo tema o chi già abbia messo in pratica il processo di remotizzazione del proprio lavoro a raccontare la propria esperienza ed esprimere il proprio punto di vista su questo argomento. Nei prossimi articoli pubblicheremo tutte le testimonianze raccolte.

Questo articolo è stato letto 1987 volte

Share and Enjoy:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • e-mail
  • Technorati
, , ,

Articolo scritto da:

dimitri grassi - ha scritto altri 73 post.

Mi piace parlare di pubblicità, comunicazione ed editoria online. Nel tempo libero aiuto le imprese a presentarsi bene sul mercato.

Contatta l' autore

2 Comments For This Post

  1. Rita Bonucchi - Bonucchi & Associati srl Says:

    Eccomi qui, dopo il vostro commento al nostro blog (e link) sono arrivata qui. Bonucchi & Associati forse ha una storia al contrario, nel senso che l’attività è stata impostata inizialmente a Ortisei (BZ) e dopo un anno è sbarcata a Milano. Per anni abbiamo continuato a mantenere un appoggio anche logistico in Alto Adige, che abbiamo poi abbandonato perchè tutto effettivamente passava per Milano. Ora siamo ancora in un’altra fase: ormai i clienti non vengono più in ufficio, abbiamo spostato la sede in un quartiere meno centrale… collaboriamo con professionisti che non necessariamente vengono in ufficio. Il vantaggio più forte dell’essere a Milano, al di là di imponderabili elementi di immagine, è il fatto di poter contare per il personale su un bacino allargato, probabilmente sono tre milioni di persone in grado di spostarsi ogni giorno su Milano.

  2. Andrea Gandiglio - Studio Greengrass Says:

    Ciao, piacere di conoscervi! Dimitri forse non lo sa ancora, ma come Responsabile Comunicazione di TeKnemedia (ArtKey Magazine) già collaboro con lui per Art Campania 2009! Ottimo esempio di collaborazione remota senza essersi neanche mai incontrati di persona! Qui parlo però come titolare di Studio Greengrass, agenzia di comunicazione indipendente che ho fondato poco più di un anno fa a Torino (dopo l’immancabile esperienza milanese). Torino può sembrare una delle grandi piazze della comunicazione, ma in realtà conserva, nel bene e nel male, molti tratti del paese “fuori ruotta”. In ogni caso condivido a tal punto la filosofia del “remote working” che sto già meditando da tempo di spostare il cuore dell’attività addirittura nella campagna fuori Torino! Credo che un pied-à-terre logistico sia sempre molto utile (e capisco perciò il percorso inverso di Rita Bonucchi), ma sono convinto che il cuore e la mente delle imprese (soprattutto di servizi) si possano spostare fuori dai grandi centri, guadagnandone in qualità della vita e della creatività e senza nulla perdere in termini di servizio offerto al cliente. Personalmente posso confermare che l’essere un’agenzia indipendente a Torino non mi ha precluso di avere ottimi clienti a Brescia e nel mantovano (dove vado di persona al massimo 1 volta al mese). Dando vita al mio studio ho voluto inoltre, da subito, creare un network di piccole e giovani agenzie o singoli professionsiti - in Italia e all’estero - che fossero in grado di unire le proprie capacità e competenze a seconda dei progetti - sicuri di poter competere in qualità con le grandi agenzie, ma essendo decisamente più interessanti nei prezzi… Vista la comune sensibilità che mi sembra di percepire dai vostri siti/blog, la simpatia istintiva e il gusto per la sfida che unisce giovani agenzie indipendenti vi lancio perciò subito una proposta: perchè non partecipiamo insieme a questa gara: http://www.youmark.it/article/13223/fabio-formisano–extyn-ambrosio-group-cerchiamo-agenzia-gara-da-1,7-milioni-di-euro e dimostriamo con i fatti l’efficacia di un remote working intelligente? Non è una provocazione, sono assolutamente serio e aspetto i vostri commenti!Buon lavoro!

Leave a Reply