Comunicazione turistica regionale, il caso della Sicilia

Mon, Nov 3, 2008

marketing territoriale

Dopo aver fatto una breve panoramica sull’attenta politica di promozione avviata dal Trentino Alto Adige, proseguiamo la nostra indagine spostandoci a sud ed andiamo a vedere come si muove e come si è mossa la comunicazione turistica nella regione Sicilia.

Che questa sia una regione a vocazione turistica credo che sia un fatto abbastanza palese, anche se andando a spulciare qualche dato statistico presente in rete l’informazione che ne viene fuori sembra scontrarsi con la nostra affermazione iniziale. Veniamo ai dati, secondo uno studio della PricewaterhouseCoopers condotto di recente, il peso del turismo sull’intero P.i.l. regionale non supera l’8%, pari a quello registrato per la Germania, inferiore a quello della stessa Italia pari al 10% e al di sotto di quello spagnolo pari al 18,2%. Anche il livello dei flussi turistici degli ultimi due anni mostrano dati poco entusiasmanti, nel 2007 infatti si è registrato un calo del 10% e nel 2008 del 2%.

A quanto pare la regione che vanta un patrimonio costiero, architettonico ed enogatronomico tra i più invidiati al mondo deve lavorare ancora molto per mettere a frutto una risorsa così preziosa. Ma veniamo alla comunicazione attuata a sostegno di questo settore dall’assessorato regionale al turismo. Nel 2005, la di allora giunta, affida l’incarico per la comunicazione turistica istituzionale, con un piano triennale, alla nota agenzia Saatchi&Saatchi.

La campagna intitolata “Grand Tour Sicilia 2005, una terra che racconta”, raffigurava un libro rovesciato, dalle pagine bianche e vuote, che ricordava vagamamente le forme dell’Etna.

La campagna negli anni successivi è stata declinata con delle creatività multisoggetto costituiti da scatti fotografici dal forte impatto visivo e con un chiaro messaggio evocativo, che ritraggono scorci suggestivi del territorio siciliano.

Meno lungimirante ci appare invece la recente campagna istituzionale, promossa dalla nuova giunta, che sembra non aver voluto proseguire il discorso avviato dalla precendente amministrazione e quindi capitalizzare i risultati. Non a caso il cambio di direzione strategica segue il cambio ai vertici regionali.

La campagna con cui viene veicolato un brand territoriale di recente ideazione “Sicilia, il bello del mondo”, mostra tutti i segni di un’operazione meno studiata e “fatta in casa”. Non conosciamo i dettagli dell’operazione, il giudizio è limitato alla qualità del concept creativo prescelto e dei soggetti su cui esso viene declinato che ci appaiono quasi come una brutta copia della meglio concepita operazione precedente.

Senza voler scendere nella polemica, viste le esperienze di successo di altri territori, crediamo che una regione come la Sicilia abbia tutto l’interesse a fare della buona comunicazione per supportare un comparto così importante e a quanto abbiamo visto ancora poco valorizzato.

Di ricette pronte per l’uso non ce ne sono, ed ogni regione rappresenta un caso a se stante, ma spesso basterebbe far tesoro delle esperienze di successo altrui per avere una valida base di riferimento per lo sviluppo del proprio piano di promozione territoriale. Gli esempi non mancano, basterebbe solo osservare, voi che ne dite ?

Le principali fonti di questo articolo sono:

scienzaturismo.it
pubblicitaitalia.it
regione.sicilia.it

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dimitri grassi - ha scritto altri 73 post.

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5 Comments For This Post

  1. Antonio De Luca Says:

    Caro Dimitri, tocchi un altro caso davvero interessante. Ti dico la verità non conoscevo la nuova comunicazione siciliana che mi sembra un ritorno al passato. La scritta con il sole ed il mare delimitano fortemente l’ambito che il turismo siciliano deve e può esprimere. Inoltre è in controtendenza con tutte le politiche di brand territoriali che non raccontano più cosa ci sia sul territorio, ma declinano dei tematismi. Insomma mi sembra la solita cosa fatta alla meridionale. Rispetto al brand del libro rovesciato, che richiama l’etna e non il vesuvio, ho fatto già un’analisi. Premetto che in maniera quasi pregiudiziale a me non entusiasma pienamente. Va benissimo la scritta 07, permette di riprendere il brand annualmente come se la sicilia fosse ogni anno un nuovo evento. Va bene anche il libro, che di solito lo si associa al viaggio, quello a cui la Sicilia voleva puntare non essendo “solo” luogo di vancanza. Ho perplessità sulla possibile declinazione funzionale del brand e sulla sua visibilità su mezzi stampa di ridotte dimensioni. Inoltre a mio avviso la comunicazione deve esprimere una delle caratteristiche migliori di quella terra, il clima quasi africano che è la sua croce e la sua delizia.
    Caro Dott. ti segnalo i nuovi movimenti della Regione Campania, che sembra finalmente orientata a fare un pò di comunicazione sul serio. Che facciamo? Stiamo a guardare? Non credo proprio! spero di liberarmi per venirti un pò a trovare.
    Ciao

  2. admin Says:

    La regione campania a quanto ne so io ha da poco assegnato a Saatchi&Saatchi la comunicazione istituzionale per i prossimi tre anni per un budget di svariati milioni di euro.. Ovviamente siamo pronti a prenderci la nostra fettina.. A presto

  3. Carmelo Saltalamacchia Says:

    Buongiorno
    sono passato per caso sul vs sito …. avete scritto che la forma del libro capovolto “ricordava vagamamente le forme del vesuvio” … qualche ripassino di geografia sarebbe meglio …. in Sicilia c’è l’Etna!
    Distinti saluti

  4. admin Says:

    I blog funzionano proprio così, con la collaborazione dei lettori ; ) grazie per la segnalazione, correggiamo immediatamente.

  5. FABIO Says:

    salve volevo sapere se esiste qualke libro che approfondisce in maniera seria il discorso del brand territoriale…aspetto una vostra gentile risposta

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