L’”Unione dei comuni della Grecìa Salentina”, un esempio ben riuscito di marketing territoriale

Thu, Oct 9, 2008

marketing territoriale

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Il caso di cui vi parliamo oggi può essere considerato uno dei progetti di valorizzazione e promozione di un comprensorio territoriale tra i più interessanti e ben riusciti negli ultimi dieci anni in Italia. Questa esperienza merita un’attenzione particolare perché getta un seme di speranza in quella che può essere considerata la palude delle politiche di sviluppo poste in essere fino ad oggi dalle pubbliche amministrazioni delle regioni meridionali.

Ebbene il progetto da cui è scaturita l’”Unione dei comuni della Grecìa Salentina” è stato in grado di attuare in maniera esemplare quello che in teoria viene definito un piano di marketing territoriale.

Ovvero, quel complesso di attività che hanno quale specifica finalità la definzione di progetti, programmi e strategie volte a garantire lo sviluppo di un comprensorio territoriale nel lungo periodo.

Facciamo dunque qualche passo indietro. Verso la metà degli anni novanta i sindaci dei comuni che gravitano intorno alla provincia di Lecce, localizzati prevalentemente nell’entroterra salentino, con popolazioni che non superano mediamente i 5.000 abitanti ognuno, decidono di dar vita ad un programma di integrazione dei singoli municipi di cui essi sono a capo, con il preciso obiettivo di creare un unico ambito territoriale caratterizzato da un comune quanto vasto patrimonio culturale, storico e linguistico. L’obiettivo era quello di rilanciare da un punto di vista economico e turistico un’area destinata ad essere una delle tante zone depresse del sud italia.

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Tutto comincia con la costruzione di un’identità (il brand) comune, a cui si è giunti mediante la riscoperta di una risorsa trascurata e dimenticata come può essere il patrimonio culturale di un popolo. In questi territori è questo un aspetto particolarmente sentito visto che i comuni aderenti all’unione costituiscono una delle due isole linguistiche riconosciute dallo Stato Italiano in cui si parla il Griko. La cultura, una risorsa per sua natura unica ed irripetibile che se usata bene può avere una elevata capacità distintiva ed attrattiva anche sul piano comunicativo.

L’identità culturale, il patrimonio linguistico, le tradizioni popolari, ed in particolare l’infinto repertorio legato al mondo della pizzica e del tarantismo diventeranno ben presto i “key values” attorno a cui verrà sviluppato l’intero programma di valorizzazione e promozione di questo territorio che verrà poi sintetizzato e simboleggiato anche mediante la progettazione di un marchio-logo.

La strategia di lancio di questo “nuovo” comprensorio la si può ravvedere innanzitutto in uno degli eventi simbolo che caratterizzano l’estate salentina, il festival denominato La Notte della Taranta. Questo evento, nato nel 1999, su iniziativa dell’unione dei comuni della Grecìa salentina e dall’Istituto Diego Carpitella a cui poi si è aggiunto il contributo della provincia di Lecce e della Regione Puglia, ha avuto il merito e la funzione di fare da cassa di risonanza a livello nazionale ed internazionale all’intero progetto di promozione e valorizzazione della Grecìa Salentina. Partendo proprio dalla riscoperta di antiche tradizioni popolari, il festival ha saputo mettere in rete e comunicare sotto un unico marchio una serie di feste popolari che fino a qualche anno prima avevano come pubblico gli abitanti del posto ed al massimo gli emigranti che tornavano ogni anno a far visita ai loro luoghi di origine.

Lo sviluppo di un progetto ben definito, la lungimiranza nel fissare il raggiungimento degli obiettivi nel medio-lungo periodo, hanno fatto si che la strategia posta in essere dai nostri illuminati amministratori abbia riscontrato un grande successo. Il festival de “La Notte della taranta” dopo undici edizioni è passato dalle poche migliaia di spettatori nei primi anni del lancio, a quota 130.000 presenze solo nella sua tappa conclusiva nel comune di Melpignano. Il marchio “La Notte della taranta” è ormai ben noto alle migliaia di giovani italiani e non che negli ultimi anni hanno visitato queste località proprio in occasione del festival, e che di ritorno ai loro luoghi di origine trasmettono a conoscenti ed amici la loro irripetibile esperienza, generando in questo modo un effetto a catena grazie al quale ogni anno si registrano nuovi record di presenze.

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Per gli addetti al settore, ovvero per chi si occupa di comunicazione, salta agli occhi la professionalità con cui le amministrazioni locali hanno approcciato a questo progetto, anche nella scelta dei partners che hanno curato lo sviluppo dei supporti visivi alla comunicazione, dalla progettazione dei marchi, allo sviluppo dei siti web delle varie rassegne e del portale istituzionale dell’Unione dei comuni ed infine all’attività di ufficio stampa messa in piedi in occasione della kermesse. Per non parlare del sapiente coinvolgimento di personaggi di spicco del mondo della musica , della cultura grazie ai quali la rassegna ha acquisito un notevole prestigio e visibilità anche da parte dei media.

Siamo certi che il percorso verso una radicale inversione di tendenza nell’assetto economico e sociale di questi comuni sia ancora molto lungo, ma di sicuro la strada intrapresa ed i risultati ottenuti fino ad ora lasciano pensare ad un futuro ben più roseo di quello che si sarebbe potuto ipotizzare vent’anni anni fa.

Per chi vuole approfondire:

- La Notte della Taranta

- Grecìa Salentina

- Viaggiareinpuglia.it

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dimitri grassi - ha scritto altri 73 post.

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