Crescere durante la recessione, i segreti del “Marketing proattivo”

Tue, Sep 23, 2008

featured, marketing

Che l’economia internazionale stia attraversando un periodo particolarmente difficile è ormai sotto gli occhi di tutti. In Italia si parla già di recessione e per chi come noi opera a contatto con il mondo imprenditoriale è importante capire cosa succede alle aziende durante questi periodi “di crisi” e quali dovrebbero essere i comportamenti virtuosi che il management aziendale dovrebbe attuare per contrastare gli effetti negativi di questa particolare fase economica.Ho ritenuto interessante riportare alcuni passaggi di una ricerca condotta nel 2002 da prof. Gary Lilien e Arvind Rangaswamy del Penn State’s Smeal College of Business in Pensilvania, realizzata intervistando ben 150 executive marketing manager di importanti aziende americane.
Gli autori di questa ricerca, introducendo il contetto di “marketing proattivo”, arrivano alla conclusione che in una fase di recessione economica le aziende ben consolidate dovrebbero astenersi dal tagliare i budget per il marketing, anzi dovrebbero fare di tutto per incrementare tale voce al fine di poter ottenere, proprio in questa fase congiunturale, performance di mercato superiori a quelle conseguibili in periodi più favorevoli.

Trasformare la difficoltà in un vantaggio: la domanda che gli autori dello studio si sono posti era se il cosiddetto “marketing proattivo” paghi durante una recessione. Tale quesito risulta essere una questione piuttosto dibattua anche all’interno dell’International Journal for Research In Marketing. Lo studio di Gary Lilien e Arvind Rangaswamy ha dimostrato come tutte quelle aziende che affrontano la recessione potendo contare su di un preesistente approccio ben focalizzato al marketing, con una buona cultura imprenditoriale, una sufficiente riserva di forza lavoro sottoutilizzata, delle riserve di cassa, ed una capacità produttiva non saturata, siano meglio predisposte ad affrontare la crisi come una preziosa opportunità per rafforzare il proprio vantaggio competitivo.

Se facciamo un paragone con il mondo dello sport è facile osservare che gli atleti scelgono proprio i momenti di maggior difficoltà per sferrare l’attacco ai propri avversari, vedi ad esempio i corridori od i ciclisti che incrementano il ritmo proprio quando affrontano le salite o quando le condizioni di gara si fanno più impegnative. Allo stesso modo il marketing proattivo fa proprie le regole della sopravvivenza che ci insegnano a sfruttare le occasioni migliori (la salita ripida e la stanchezza degli avversari) per reagire in maniera decisa ad una particolare situazione.

Allo stesso modo, lo studio mostra come tutte quelle aziende che non hanno sviluppato delle precise strategie di marketing proattivo, difficilmente riusciranno a trarre dei benefici durante una fase di crisi. Tali aziende saranno facilmente portate a ridurre i budget connessi al marketing nell’attesa che le condizioni migliorino ma esponendosi a dei gravi rischi legati alla perdita di quote di mercato.

Le aziende che sono ben focalizzate sul marketing hanno già predisposto dei programmi che le aiutino a generare il maggior valore possibile dalle proprie attività di marketing ( come ad esempio brand consolidati, prodotti ben differenziati, comunicazione mirata, buon servizio post vendita etc). In questa direzione sono andate famose aziende come Wal-Mart e K-mart, decidendo di incrementare la spesa durante le passate recessioni.

continua.

Questo articolo è stato letto 1485 volte

Share and Enjoy:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • e-mail
  • Technorati

Articolo scritto da:

dimitri grassi - ha scritto altri 73 post.

Mi piace parlare di pubblicità, comunicazione ed editoria online. Nel tempo libero aiuto le imprese a presentarsi bene sul mercato.

Contatta l' autore

2 Comments For This Post

  1. igor Says:

    Era facile.

  2. Antonio Romano Says:

    Mi complimento sinceramente con Dimitri Grassi, titolare di studio Grassi, ben consapevole delle difficoltà relative alla gestione di uno studio professionale e ben consapevole del ruolo attivo del marketing non solo per quel che riguarda il new business, ma per quel che riguarda gli aspetti di integrazione con altri aspetti della vita aziendale( gestione della produzione, costo del prodotto, controllo di gestione). I cicli negativi dell’economia servono a spazzare via le aziende inefficienti, a consolidare quelle efficienti, e farne nascere di nuove. Questo paradigma vale per tutte le economie del mondo e vale per il nostro Sud che, da una crisi secolare, dovrebbe trarre la linfa per una nuova vita. Io voglio crederci, e tu?
    Ancora complimenti dottor Grassi.
    Antonio Romano
    PS: direbbe un amico di Grottaminarda, vuttamm li mmanni!!! ( diamoci da fare….)

Leave a Reply