
Ebbene si, dobbiamo ammetterlo ci siamo presi gioco di voi. La verità è che Bufalat, il latte di bufala da bere, non esiste. Non esiste neppure una “Fattoria Garassi” con sede a San Nicola La Strada in provincia di Caserta.
Il nostro è stato un puro gioco a scopo “formativo-esplorativo”, abbiamo voluto vedere cosa sarebbe successo mettendo in piedi un’azienda, un marchio ed un prodotto impiegando le nostre uniche armi a disposizione, creatività unita alla forza divulgativa di internet.
Per chi si fosse imbattuto per la prima volta in questo marchio, Bufalat appunto, deve sapere che a metà aprile sulle principali testate giornalistiche online dedicate al mondo del marketing e della pubblicità, si annunciava la partenza di una campagna pubblicitaria ad opera di una non ben identificata “Fattoria Garassi”.

L’obiettivo della campagna era quello di promuovere in tutta Italia il proprio prodotto di punta, un latte di bufala campano da bere, il primo e forse unico latte di bufala destinato alla alimentazione umana.
Chi non è molto addentrato nelle questioni lattiero-casearee, non sa che il latte di bufala non può essere essere bevuto, ma può soltanto essere destinato alla produzione della famosa mozzarella. Visti i risultati, quest’ultimo dettaglio sembra non essere stato particolarmente rilevante, poiché la campagna è stata presa per autentica ed il prodotto è stato perfino inserito sul sito marketingedinnovazione.it, in quanto prodotto particolarmente innovativo. Ed almeno sulla carta lo era, sia perché prometteva di essere una valida alternativa al latte di mucca o a quello più moderno di soia, sia perché veniva realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente, attraveso un’attenta gestione dei rifiuti prodotti durante il ciclo produttivo.

Cosa di non poco conto visto che le aziende della filiera casearia e bufalina non hanno passato un bel periodo fino a qualche mese fa a causa, prima della emergenza rifiuti e poi dello scandalo diossina. Tra i siti che più hanno seguito da vicino la vicenda “Bufalat” c’è stato “salviamolabufalacampana.blogspot.com”, che avendo come obiettivo editoriale quello di segnalare tutte le notizie riguardanti lo scandalo legato alle presunte tracce di diossina rinvenute nel latte di bufala di alcuni allevamenti campani, è stato ovviamente il primo a segnalare il lancio sul mercato di Bufalat, che faceva del rispetto dell’ambiente il suo vero punto di forza.
Peccato che lo stesso sito “salviamolabufalacampana.blogspot.com”, lo abbiamo creato noi, ci serviva infatti l’appoggio di un blogger autorevole e del settore che avrebbe dovuto fare da cassa da risonanza sul web per la nostra campagna.
Al di là della segnalazione della nostra campagna su testate come, pubblicità italia, pubblico, Today ed Adv express, anche oltre oceano la nostra iniziativa non è passata inosservata ed il blog Adfreak non ha rinunciato a modo suo a recensirci.
Per chi volesse approfondire non possiamo che invitarlo a visitare il sito ufficiale della Fattoria Garassi, www.fattoriagarassi.com ed il blog salviamolabufalacampana.blogspot.com
Questo che segue è una video rassegna delle testate che ci hanno segnalato:
Alle eventuali aziende lattiero-casearee in ascolto diamo la nostra piena disponibilità a realizzare un nuovo, possibilmente veritiero, progetto di comunicazione a supporto dei loro magnifici prodotti.Si ringrazia IKNSTUDIO per la preziosa collaborazione, nonchè Federico Iadarola per il servizio fotografico.
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July 23rd, 2008 at 1:31 pm
… e invece vi sbagliate di GRASSI … ehm, di GROSSO !!
Dal 22 maggio 2008, BUFALAT esiste realmente.
È un caseificio INNOVATIVO. Produce la Mozzata di Mondragone con latte di bufala BIOLOGICO certificato.
Naturalmente a Mondragone, in Via Sergente Beatrice 10.
0823 176 08 790 (-11 55 fax).
Provare…pardon! assaggiare per credere …
July 23rd, 2008 at 2:00 pm
auguri al nuovo caseificio, Bufalat!
ma non capisco su cosa ci sbagliamo ?
Saluti e grazie per l’attenzione.
July 24th, 2008 at 12:58 pm
Vi “sbagliate” (concedo le virgolette!) sul fatto che il termine da Voi inventato di Bufalat non solo esiste, ma è anche attinente ad una innovazione (anche se non è latte di bufala da bere!!!!), bensì mozzarella di bufala prodotta esclusivamente con latte biologico certificato(ne esistono solo 2 produttori).
E innovare un prodotto creato oltre 1000 anni or sono e oramai stabilizzato da secoli nella sue caratteristiche, mi sembra qualcosa di … innovativo, no ?!
PS. Il direttore Generale di Bufalat srl è Raffaele Chianese, ma NON sono io: è il mio omonimo cugino.
Io, essendo medico, sto creando qualcosa di innovativo nel campo degli integratori naturali da distribuire inizialmente solo vie e-commerce. E, chissà, potrei anche aver bisogno della VS professionalità. Perché a dire il vero la VS trovata mi sembra veramente un VERO esempio di marketing (e su questo NON vi sbagliate!)
July 24th, 2008 at 2:35 pm
il senso della mia domanda era per ribadire che la nostra operazione aveva un carattere palesemente provocatorio, e che mirava ad attirare l’attenzione sulla questione del problema rifiuti e di come le aziende campane avrebbero potuto contribuire fattivamente alla sua risoluzione anche attraverso l’attività imprenditoriale, creando prodotti a valore aggiunto proprio perchè rispettosi dell’ambiente e degli equilibri naturali. Apprendo con piacere la vostra azienda abbia già da tempo percorso questa strada. Forse se ci fosse stata maggiore “comunicazione” ne avrebbe tratto un vantaggio ancora maggiore, non solo la vostra azienda ma anche tutto il settore.
In ogni caso grazie per l’attenzione che ci ha riposto, se sarà necessario saremo ben felici di poterla aiutare con la sua prossima attività.
July 30th, 2008 at 6:48 pm
GRANDISSIMO!
bello appena puoi chiamami il mio numero è sempre lo stesso, anzi se posso ti vengo a trovare entro questo fine settimana che ci sono un pò di cose delle quali parlare
November 30th, 2008 at 8:49 pm
In ogni caso è una BUFALAt !!!!
Ciao Dimitri.
March 18th, 2009 at 4:49 pm
Complimenti!
L’idea, la realizzazione e il senso mi sono piaciuti tantissimo!